
Al giorno d’oggi tutte le mamme che acquistano un gioco leggono le indicazioni che si trovano sulla scatola, perché sanno bene che li troveranno le informazioni sulle avvertenze per non esporre i figli a rischi inutili. Avvertenze preziose che possono permettere di ridurre gli incidenti in maniera importante, e questo è un dovere sociale e morale di ogni genitore.
Nel caso dei giocattoli troviamo indicazioni scritte in maniera chiara che immediatamente ci dimostrano quanta attenzione venga posta in questo settore.
Troviamo sempre riportati i “REQUISITI ESSENZIALI DEI GIOCATTOLI” secondo i dettami della Comunità Europea con il marchio “CE”a garanzia di tutto questo. Vediamo insieme le direttive Europee più ricorrenti ed importanti che giustamente sono diventate legge per proteggere tutti i bambini al di sotto i 3 anni, costituendo la fascia più a rischio:
Una particolare attenzione poi viene posta per “i giocattoli non destinati ai bambini di età inferiore a 36 mesi“, perché il maggior numero di incidenti mortali avviene in questa fascia di età.
I giocattoli che possono essere pericolosi per i bambini di età inferiore a 36 mesi recano un’avvertenza -per esempio la scritta «non indicato per bambini di età inferiore a 36 mesi» o «non indicato per bambini di età inferiore a 3 anni»- integrata da una indicazione concisa, la quale può anche risultare dalle istruzioni per l’uso, dei rischi specifici che motivano questa esclusione.
Tale disposizione non si applica ai giocattoli le cui funzioni, dimensioni caratteristiche, proprietà o altri elementi probanti ne escludono manifestamente la destinazione ai bambini di età inferiore a 36 mesi.
Quindi da quanto sopra esposto si evince una particolare attenzione verso la sicurezza di un bambino che entra in contatto con i giocattoli. Ma c’è un dato che fa riflettere su una grande problematica ancora non risolta, e che genera incidenti anche mortali.
In Italia negli incidenti da soffocamento il 70% dei bambini perdono la vita per ostruzione delle vie aeree per colpa di alimenti, e solo il restante 30 % circa per oggetti e giocattoli.
La riflessione quindi viene spontanea: come mai se il cibo è il responsabile del 70% del soffocamento dei bambini NON viene scritto sulle confezioni degli “alimenti più a rischio” le raccomandazioni su come somministrarlo ad un bambino piccolo sotto i 4 anni?
Non sarebbe utile scrivere per esempio dietro alla confezione dei wurstel che:
Se questi 7 punti fossero presi in considerazione nelle confezioni di wurstel, prosciutto, ovoline, mozzarella di bufala e normale, olive, noccioline, pistacchi, arachidi, non sarebbe meglio per tutti? Di certo prima o poi ci si arriverà, ma la domanda che mi pongo è forte e diretta: “quanti bambini devono morire ancora in Italia perché diventi legge una cosa del genere?“.
Per un semaforo ci vogliono (dicono) 7 morti, e allora si piazza all’incrocio il lampione verde-giallo-rosso, e qui di bambini ne volano in cielo 50 all’anno da molto tempo (dati SIP – Società di Pediatria Italiana del 2007) e non accennano a diminuire.
Non ci resta che sperare che al più presto o diventi legge o che i produttori di loro iniziativa possano immaginare di iniziare l’applicazione di queste semplici regole che potrebbero davvero salvare la vita a tanti bambini.
Sognare non costa nulla e poi a volte… i sogni diventano realtà.

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